
Le aule di giustizia tornano a essere protagoniste del mondo del calcio, con due importanti processi in corso. A Milano si è aperto il procedimento contro i capi ultrà di Inter e Milan, con i due club e la Lega Serie A ammessi come parti civili per il riconoscimento di eventuali danni subiti. Intanto, in Svizzera, l’ex presidente FIFA Joseph Blatter e l’ex numero uno della UEFA Michel Platini affrontano un nuovo processo per il presunto pagamento illecito da 2 milioni di franchi svizzeri, in un capitolo aggiuntivo della lunga saga del FIFAGate.
Processo ultrà: Inter, Milan e Lega Serie A parti civili
A Milano, il tribunale ha dato il via al processo con rito abbreviato a carico di 16 persone, tra cui gli ex capi delle curve di San Siro, arrestati lo scorso 30 settembre in un’operazione congiunta della Polizia e della Guardia di Finanza. Gli imputati, tra cui Marco Ferdico e Andrea Beretta (per la Curva Nord dell’Inter) e Luca Lucci (storico leader della Sud del Milan), sono accusati di associazione a delinquere per una serie di reati che includono estorsioni, minacce e aggressioni.
La decisione della gup Rossana Mongiardo ha ufficialmente riconosciuto Inter, Milan e Lega Serie A come parti civili nel processo, consentendo loro di richiedere risarcimenti per eventuali danni subiti.
In particolare, per gli ultrà interisti l’accusa ha contestato anche l’aggravante mafiosa, mentre per quelli rossoneri la Procura ha chiesto la condanna per reati legati alla gestione illecita delle curve.
Nel frattempo, si attende la decisione dei giudici nel processo immediato contro tre ultrà milanisti, iniziato il 20 febbraio, nel quale Milan e Lega Serie A hanno già richiesto di costituirsi parte civile.
FIFAGate: Blatter e Platini rischiano 20 mesi di carcere con sospensione della pena
A Muttenz, in Svizzera, è in corso il nuovo processo d’appello contro Joseph Blatter e Michel Platini, accusati di frode per un pagamento sospetto di 2 milioni di franchi svizzeri (1,8 milioni di euro) effettuato dalla FIFA a Platini nel 2011.
Nel primo processo, i due ex dirigenti erano stati assolti per mancanza di prove certe, ma la Procura ha impugnato il verdetto e ha chiesto 20 mesi di carcere con sospensione della pena per entrambi.
Il procuratore Thomas Hildbrand ha smontato la difesa dei due imputati, che sostengono di aver stipulato un accordo orale secondo cui Platini avrebbe ricevuto un milione di franchi svizzeri all’anno per il suo ruolo di consulente tra il 1998 e il 2002. Tuttavia, il contratto scritto del 1999 riportava 300.000 franchi all’anno, interamente versati dalla FIFA. Il pagamento aggiuntivo, effettuato solo nel 2011, è stato dunque ritenuto sospetto.
Secondo l’accusa, Platini presentò la richiesta di pagamento proprio nel momento in cui Blatter era in difficoltà politica, nel mezzo degli scandali del FIFAGate, e con il francese considerato il favorito per succedergli alla presidenza FIFA. Il caso ha poi contribuito a tagliare fuori Platini dalla corsa e ha portato all’elezione di Gianni Infantino nel 2016.
La difesa dei due ex dirigenti continua a sostenere la legittimità dell’accordo, mentre la Procura svizzera mette in dubbio la loro versione, sottolineando che la FIFA non aveva problemi di liquidità all’epoca del contratto.
Il verdetto è atteso per il 25 marzo, con la possibilità che il processo si chiuda con una condanna simbolica e la conferma della sospensione della pena.
Due casi, una stessa realtà: il calcio e la giustizia a braccetto
Entrambi i processi mettono in evidenza come il calcio non sia solo uno sport, ma anche un terreno fertile per reati legati a corruzione, violenza e gestione illecita del potere.
Se da un lato a Milano si cerca di fare chiarezza su anni di gestione criminale delle curve, che ha danneggiato il tifo sano e l’immagine delle squadre coinvolte, dall’altro a Muttenz si rivivono gli anni più bui della FIFA, con una battaglia giudiziaria che potrebbe scrivere un nuovo capitolo della lunga storia del FIFAGate.
Le prossime settimane saranno decisive per entrambi i casi: a San Siro si attendono le prime condanne, mentre in Svizzera si scoprirà se Blatter e Platini riusciranno ancora una volta a evitare una condanna definitiva.



















































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